Perdonare il tradimento del partner è una delle cose più difficili da affrontare in una relazione. Difficile ma non impossibile, e questo lo sostengono gli psicologi.
In questo articolo parliamo, quindi, di uno dei più grandi dolori che si vivono all’interno di una coppia, quando si scopre che lui o lei ha ceduto ad una relazione extraconiugale, ossia si è fatto l’amante.
Perché si tradisce e non si lascia
Partiamo da una premessa: oggi le possibilità di tradire sono all’ordine del giorno, non a caso gli psicologi, per spiegare i motivi del tradimento, spesso le paragonano alle numerose scelte nel menù di un ristorante: più aumentano le portate, più si è confusi su quale scegliere, perché non si vuole rimpiangere in futuro la migliore opportunità che ci è stata offerta.
Cedere ad un tradimento innesca lo stesso meccanismo mentale, ossia non si vuole perdere un’occasione prima di averla vissuta, perché potrebbe essere la più importante capitata e, proprio nel dubbio, ci si lancia nell’avventura tradendo il partner.
“Perché mi hai tradito? Dicevi di amarmi…“: questa è la tipica frase che pronuncia chi scopre il tradimento.
Anche se è molto difficile da comprendere, in realtà, tradire non significa sempre non amare più. In alcuni casi è sintomo di problemi che nella coppia non si è mai affrontato, come ad esempio la mancanza di sesso e passionalità, le abitudini quotidiane e la routine, l’assenza di tempo tutto concentrato per i figli, tra i principali.
Un approfondimento su questo tema puoi leggerlo nel nostro articolo su capire perché è successo.
Tradimento virtuale e fiducia
Con la diffusione dei social network e delle chat le possibilità di tradire sono aumentate notevolmente rispetto al passato. Si è sempre connessi ad applicazioni con cui si possono conoscere tantissime persone, è molto facile, quindi, incontrare in una chat qualcuno di particolarmente interessante.
La domanda è lecita, a questo punto: “come perdonare un tradimento virtuale?”.
Proprio perché le occasioni sono continue e ripetute, una volta che la fiducia viene meno, è molto difficile recuperarla. È proprio il non riuscire più ad avere fiducia nel partner il motivo principale per cui le coppie non si rinsaldano dopo un tradimento.
Vero è che il tradimento virtuale non necessariamente porta al sesso, si può anche solo flirtare con la persona dall’altra parte del telefono, scambiando messaggi provocatori, o foto e video in cui ci si mostra in pose audaci.
È bene sottolineare, però, che perdonare un tradimento virtuale è difficile come perdonare un tradimento fisico, perché si spezza il collante più prezioso di una coppia: la fiducia. Chi ha vissuto le dinamiche del tradimento femminile lo sa bene: spesso il dolore più grande non è il sesso, ma la complicità segreta.
5 consigli degli psicologi
Tutti coloro che stanno leggendo questo articolo, è perché si domandano se davvero c’è possibilità di recuperare una relazione, nonostante il tradimento. Sì, è possibile, ma deve esserci una condizione necessaria: entrambi i partner devono volerlo fortemente, soprattutto chi nella coppia ha subito l’inganno.
Se questo desiderio esiste realmente, se è condiviso, se è più forte di tutto il resto, allora si hanno buone possibilità che la storia continui nonostante tutto.
Ecco i 5 consigli che qualsiasi terapista di coppia suggerirebbe a chi ha tutte le intenzioni di superare lo shock:
1. Non colpevolizzare il partner ogni volta che ne si ha l’occasione. Questo è l’atteggiamento sbagliato da evitare se si ha voglia di recuperare la relazione. Bisogna parlarne con calma senza puntare il dito, scavando tra le motivazioni che hanno portato al tradimento. Il dialogo sincero senza barriere o limitazioni è il primo consiglio da seguire.
2. L’amante non è la causa dell’infedeltà del partner. È solo la persona sulla quale ha sfogato le sue mancanze, frustrazioni o semplici desideri. Prendersela con il “terzo incomodo” non porterà a risolvere i problemi, quindi non fare inutili confronti, né tenerlo/a in considerazione durante la fase di recupero.
3. Non vendicarsi. Anche se il primo istinto è quello di scagliarsi contro il partner infedele — svuotando casa delle sue cose, cancellando le foto dai social, raccontando a tutti le sue nefandezze, o peggio, facendo la stessa cosa andando a letto con un/a altro/a. Bisogna conservare lucidità, buon senso e soprattutto autostima, evitando comportamenti che possono essere uno sfogo momentaneo ma non la soluzione al problema.
4. Prendersi del tempo per capire bene cosa fare. Il fatto che si abbia intenzione di perdonare non vuol dire che alla fine si ha davvero la forza di farlo. Si può partire con questo desiderio, ma nel corso del tempo si può comprendere che ormai nulla è più recuperabile. Prima di arrivare a tale conclusione, il consiglio è di prendersi del tempo valutando i propri sentimenti e testando quelli del partner: se è disposto/a ad attendere, questo è sicuramente un segnale positivo.
5. Valutare l’aiuto di uno psicologo. Potrebbe essere necessario se il conflitto interiore non si riesce a risolvere con il tempo. Se si vuole perdonare il tradimento con tutte le forze ma non si è in grado di farlo, il sostegno di un terapista è la scelta migliore da prendere.
Come reagire dopo il tradimento: perdonare o lasciare?
Quando si scopre il tradimento della persona amata, tutto sembra crollare: ricordi, sentimenti, progetti. È come affrontare un lutto, il dolore struggente della perdita. Ed è difficile da perdonare proprio perché non si accetta che il partner abbia ceduto a qualcun altro/a.
Chi subisce il tradimento ha di fronte a sé sempre due scelte: o perdonare o lasciare. La parte più difficile è, appunto, scegliere tra le due strade.
Dopo un tradimento cosa succede? Si vive un trauma, uno shock vero e proprio, causato dalla perdita di fiducia nei confronti dell’altro/a. È come se davanti agli occhi si palesasse un/a estraneo/a, qualcuno/a che si credeva di conoscere, ma che in realtà si è rivelata tutt’altra persona. Chi vuole capire meglio questo stato d’animo può leggere la prospettiva del tradito.
È difficile, quando si vive tale situazione, prendere una decisione. A condizionarla, in genere, almeno in un primo momento, sono sempre le opinioni di amici e/o familiari. In loro si può cercare conforto, ma non bisogna mai dimenticare che l’atteggiamento di chi giudica esternamente un tradimento è sempre lo stesso: colpevolizzare e condannare.
Chi lo subisce, invece, è coinvolto in prima persona. Non è sempre facile separarsi dalla persona che si è avuto accanto, anche se questa ha tradito. Quindi, nel turbinio di emozioni che affollano mente e cuore, ci si chiede solo: è giusto perdonare un tradimento? Chi vuole capire cosa succede davvero dentro una coppia in crisi troverà utile capire cosa ha rotto il tradimento nella coppia.
Dopo un tradimento si può ricominciare?
È opportuno fare una distinzione fondamentale: perdonare un tradimento confessato è ben diverso se invece il tradimento è stato scoperto. Nel primo caso, chi si libera di questo peso è perché ha voglia di parlarne con il partner, quindi si ha il desiderio di recuperare il rapporto, ammettendo il grave comportamento.
Chi, invece, viene scoperto, chissà per quanto tempo ancora avrebbe continuato a vivere due relazioni parallele. La prima cosa da comprendere è se il pentimento di chi ha tradito, una volta che è stato scoperto e messo alle strette, è reale oppure recitato, solo per l’estremo tentativo di recuperare la relazione. Spesso chi tradisce cerca di minimizzare o di dare la propria versione dei fatti — e distinguere il pentimento vero da quello recitato è il passaggio più difficile.
Come superare un tradimento? La prima cosa da fare è vivere le emozioni e buttarle fuori. Chi ne è vittima ha bisogno di sfogare i suoi stati d’animo senza inghiottirli. È necessario che venga mostrato tutto il malessere e che all’interno della coppia vada ricercato più che il sintomo (il tradimento) il motivo che lo ha scatenato.
Mancanza di sesso? Vita sedentaria? La noia? Anche la presenza dei figli per alcune coppie può essere motivo di crisi, soprattutto durante i primi tre anni di vita del bambino, in quanto in questa fase da genitori si è completamente assorbiti dai bisogni dei propri piccoli.
Il segreto è riuscire ad essere sinceri con il partner ad ogni costo, facendo emergere tutte quelle dinamiche interne della coppia che non si è voluto affrontare fino a quel momento.
Quindi sì, dopo un tradimento si può ricominciare, purché si abbia voglia da entrambe le parti di costruire qualcosa di nuovo e di autentico, non dimenticando il passato, ma attribuendogli le giuste motivazioni.
Perché perdonare un tradimento
Ricordiamo che le scelte sono sempre due: o provare a ricominciare o interrompere la relazione. Se ci si chiede perché bisognerebbe concedere il perdono, significa soltanto una cosa: si ha voglia di continuare, di superare il momento, cercando di comprendere i motivi che hanno messo in crisi la coppia.
I motivi sono stati individuati dallo psichiatra Scott Haltzman, autore di The Secrets of Surviving Infidelity, un manuale per sopravvivere all’infedeltà. Questi motivi sono: l’amore, la mancanza di indipendenza economica, gli obblighi nei confronti dei figli, la paura della solitudine, la mancanza di un posto dove andare a vivere.
L’amore resta il motivo principale: se si è innamorati ancora del partner, nonostante abbia tradito, non ci si deve sentire in colpa nei confronti di sé stesso o provare vergogna agli occhi del mondo, se in cuor proprio ci si sente di dover perdonare.
Il non farlo sarebbe anche peggio: si potrebbe rischiare di vivere in uno stato di dubbio e incertezza perenne. Se si ama, si perdona; se si perdona, si è pronti a iniziare la relazione partendo dalla sincerità; se si perdona, non si vivrà di rimpianti né di rimorsi.
Come perdonare un tradimento del marito
La situazione è decisamente più complessa se il legame tra i partner era sancito dal matrimonio. Un conto è la separazione, un altro è il divorzio. Secondo un’indagine condotta dall’Associazione matrimonialisti ben il 50% delle coppie sposate si concede una scappatella, che viene tenuta opportunamente nascosta.
Se il tradimento viene scoperto, ci si trova di fronte ad una scelta di vita che coinvolge l’intera famiglia e che causa ripercussioni anche sui figli in un modo o nell’altro.
In genere le coppie sposate che hanno deciso di affidarsi all’aiuto di uno psicologo, è perché preferiscono recuperare il recuperabile, affrontando il percorso insieme, pronti a rinnovare la relazione che va rinsaldata su altre basi.
Proprio perché alle spalle c’è una relazione lunga, che ha portato eventualmente alla formazione di una famiglia, affidarsi ad un terapista di coppia è la scelta migliore da prendere. Se invece il rapporto non è più recuperabile e si decide di lasciare l’amante o il partner, è fondamentale farlo con lucidità e senza azioni impulsive.
Questo articolo vuole essere forse una spaccatura rispetto a tutti gli altri. Crediamo fortemente che dopo un tradimento si possa recuperare il rapporto, tante coppie ci sono riuscite con grandissimo impegno, sacrificio e forza d’animo. E tutte quelle che hanno portato a termine il percorso insieme ne sono uscite più forti, perché hanno potuto conoscere le proprie debolezze e quelle del partner.
Molti non saranno d’accordo: solo a sentir pronunciare la parola “tradimento”, in mente gli si profila un solo pensiero: “Io non lo perdonerei mai“. Magari queste sono persone che non hanno mai vissuto questo trauma, oppure semplicemente pensano che il lupo perde il pelo ma non il vizio.
Noi, invece, crediamo nella speranza che dopo la distruzione ci possa essere la costruzione. L’amore non è tutto in un rapporto, ma di sicuro è un buon punto di partenza. Bisogna solo volerlo.
Domande frequenti
Si può davvero perdonare un tradimento?
Sì, ma a condizione che entrambi i partner lo vogliano e siano disposti a lavorarci. Il perdono non cancella il dolore: lo trasforma. Richiede tempo, dialogo sincero e spesso il supporto di un terapeuta di coppia. Le coppie che ce la fanno escono dal percorso con una consapevolezza diversa.
Quanto tempo ci vuole per superare un tradimento?
Non esiste una tempistica universale. Gli psicologi parlano di un periodo tra i 6 e i 24 mesi per elaborare completamente il trauma. Dipende dalla gravità del tradimento, dalla durata della relazione parallela e dalla volontà di entrambi di ricostruire.
Perdonare un tradimento confessato è più facile che perdonarne uno scoperto?
In genere sì. Chi confessa spontaneamente dimostra il desiderio di recuperare il rapporto e di essere sincero. Chi viene scoperto deve prima dimostrare che il pentimento è reale e non solo una reazione alla paura delle conseguenze.
Il tradimento è sempre colpa di chi tradisce?
La responsabilità dell’atto è sempre di chi tradisce. Ma le dinamiche che portano al tradimento riguardano spesso entrambi i partner. Mancanza di comunicazione, calo del desiderio, routine soffocante — sono problemi di coppia, non di una sola persona. Capirlo non significa giustificare, ma comprendere per evitare che accada di nuovo.
Come si fa a fidarsi di nuovo dopo un tradimento?
La fiducia si ricostruisce con i fatti, non con le parole. Chi ha tradito deve dimostrare coerenza nel tempo: trasparenza, disponibilità al dialogo, rispetto dei confini concordati. Chi ha subito il tradimento deve permettersi di abbassare gradualmente le difese, senza forzare i tempi.
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Il parere della redazione
Perdonare un tradimento non è un atto di debolezza. È una scelta che richiede più coraggio della separazione, perché significa confrontarsi con il dolore, con le proprie insicurezze, e con la persona che ci ha ferito. Non tutte le coppie ce la fanno, e non tutte dovrebbero provarci. Ma chi ci riesce scopre qualcosa di importante: una relazione ricostruita sulla verità è più solida di una che non è mai stata messa alla prova.




















